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Ente Nazionale
Professionale Alpaca e Camelidi

Divulgazione

Conoscere i camelidi

Sei specie della famiglia, tre continenti. In Italia sono presenti soprattutto alpaca e lama: conoscere l’intera famiglia aiuta a capire le esigenze specifiche di questi animali.

La famiglia

Sei specie di camelidi

La pagina presenta sei specie della famiglia: le quattro sudamericane — i cosiddetti «camelidi del Nuovo Mondo» — e le due specie domestiche del Vecchio Mondo. Non è descritto il cammello selvatico della Battriana (Camelus ferus), riconosciuto come specie distinta, che vive allo stato selvatico in poche aree desertiche di Mongolia e Cina. Le sagome sono volutamente stilizzate e in proporzione relativa fra loro.

Ritratto ravvicinato di un alpaca chiaro che guarda verso l’obiettivo

Alpaca

Vicugna pacos

Muso corto, orecchie dritte a punta, vello fitto e pregiato. Animale da fibra e da compagnia, vive in gruppo e soffre la solitudine.

Curiosità: esistono due tipi di alpaca — huacaya, dal vello spugnoso, e suri, dal vello a lunghe ciocche setose.

Ritratto di un lama adulto con le orecchie lunghe a banana

Lama

Lama glama

Più grande e robusto dell’alpaca, con le caratteristiche orecchie lunghe «a banana». Storicamente animale da soma delle Ande, in Italia è presente in allevamenti, parchi e presso privati.

Curiosità: in diversi Paesi il lama è impiegato come guardiano delle greggi, per la sua vigilanza nei confronti dei predatori.

Un guanaco fulvo nella steppa sudamericana

Guanaco

Lama guanicoe

L’antenato selvatico del lama: snello, fulvo, resistente. Vive libero nelle steppe sudamericane; in Italia si incontra soprattutto nei parchi zoologici.

Curiosità: il guanaco può vivere a oltre quattromila metri di quota, dove l’aria ha quasi la metà dell’ossigeno disponibile al livello del mare.

Una vigogna slanciata sull’altopiano andino

Vigogna

Vicugna vicugna

La più piccola e slanciata delle specie sudamericane, selvatica e protetta. La sua fibra è considerata tra le più fini al mondo. Non è una specie da detenzione domestica.

Curiosità: la vigogna beve ogni giorno e per questo vive vicino a fonti d’acqua.

Un dromedario in un ambiente arido

Dromedario

Camelus dromedarius

Una sola gobba, adattato ai deserti caldi. In Italia è raro; esigenze di spazio, clima e gestione lo rendono un animale per professionisti.

Curiosità: la gobba non contiene acqua ma tessuto adiposo: una riserva energetica per i periodi di scarsità.

Un cammello battriano con il mantello invernale

Cammello

Camelus bactrianus

Due gobbe e un folto mantello invernale: il cammello battriano viene dalle steppe fredde dell’Asia centrale. Anch’esso si incontra raramente in Italia.

Curiosità: d’inverno il mantello del cammello si infittisce così tanto da sembrare un animale diverso; d’estate lo perde a grandi ciuffi.

A colpo d’occhio

Le differenze essenziali

Confronto sintetico fra le sei specie presentate (indicazioni divulgative generali, non dati di censimento)
Specie Origine Taglia Segni distintivi Dove si incontra in Italia
Alpaca Ande (Sud America) Piccola Muso corto, orecchie dritte a punta, vello fitto Allevamenti e privati
Lama Ande (Sud America) Medio-grande Orecchie lunghe a banana, corporatura robusta Allevamenti, parchi, privati
Guanaco Steppe sudamericane Media, snella Manto fulvo, andatura elastica Soprattutto parchi zoologici
Vigogna Altopiani andini La più piccola Silhouette elegante, fibra finissima Specie selvatica protetta
Dromedario Deserti di Africa e Asia Grande Una gobba, zampe lunghe Raramente, in strutture specializzate
Cammello Steppe dell’Asia centrale Grande Due gobbe, mantello invernale folto Raramente, in strutture specializzate

Il punto

Perché servono competenze specifiche

  • Fisiologia particolare: i camelidi sono pseudo-ruminanti con un apparato digerente diverso da bovini e ovini: diete e farmaci pensati per altre specie possono essere inefficaci o rischiosi.
  • Segnali discreti: tendono a mascherare il dolore e la malattia; riconoscere precocemente il disagio richiede occhio allenato.
  • Gestione del vello e del caldo: tosatura, ombra e acqua non sono optional: il colpo di calore è un rischio reale nel clima italiano.
  • Etologia di branco: gerarchie, maschi interi, introduzione di nuovi soggetti: errori di gestione sociale generano stress e aggressività.

Per questo il programma di ENPAC punta su corsi di gestione per chi alleva, linee guida e un Comitato Scientifico, oggi in costituzione.

Un cria, piccolo di alpaca, accanto alla madre al pascolo
Un cria accanto alla madre: le prime settimane sono decisive.

Per riconoscerli

Uno sguardo d’insieme

Due lama al pascolo in un recinto erboso
Lama al pascolo: si notino le orecchie lunghe a banana.
Un gruppo di alpaca al pascolo su una collina
Alpaca al pascolo: corpi compatti e orecchie dritte.

Vuoi imparare a gestirli bene?

Il corso base di gestione indicato nel programma, «Gestire bene alpaca e lama», parte proprio da qui: comportamento, alimentazione, ripari, organizzazione della stalla. Non è ancora attivo.

I percorsi formativi